
Libro vincitore del Premio Campiello 2024
Libro vincitore del Premio Alassio Centolibri 2024
Libro vincitore del Premio Stresa di Narrativa
Libro finalista del Premio Lattes Grinzane 2024
Il ritorno di Alma a Trieste dura tre giorni, un breve ma intenso viaggio nella città da cui era fuggita per costruirsi una nuova vita altrove. Ora vi fa ritorno per affrontare l’inattesa eredità lasciata dal padre, un uomo affascinante ma sfuggente, privo di radici, che disprezzava il culto del passato e dei suoi lasciti.
Nessuno ha mai davvero saputo che lavoro svolgesse “sull’isola”, al di là del confine, sotto l’ombra lunga e misteriosa del maresciallo Tito, “occhi di vipera”. Era un uomo che andava e veniva senza preavviso, lasciando dietro di sé un’aura indecifrabile.
A Trieste, Alma riscopre una mappa dimenticata della propria vita. Ritrova la casa elegante nel viale dei platani, dove ha vissuto da bambina grazie ai nonni materni, custodi di una tradizione mitteleuropea fatta di caffè letterari, conversazioni raffinate e mondanità. Un universo lontanissimo dal caos disordinato della sua casa familiare, dove le persone entravano e uscivano come viaggiatori di passaggio, senza mai disfare del tutto le valigie.
Poi c’è la casa sul Carso, dove la famiglia si trasferì all’improvviso. Lì comparve Vili, figlio di due intellettuali belgradesi amici del padre. Vili, con il suo arrivo improvviso, spazzò via per sempre il fragile equilibrio che legava Alma alla nostalgica memoria dell’Austria-Ungheria.
Vili è stato tutto per lei: fratello, amico, rivale. E adesso è proprio dalle sue mani che Alma deve ricevere l’eredità paterna. Ma Vili è l’ultima persona che avrebbe voluto rivedere.
I tre giorni culminanti con la Pasqua ortodossa si trasformano in una resa dei conti tra il passato e il futuro. Da un lato, l’infanzia ormai perduta, la libertà spensierata, la Jugoslavia idealizzata dal padre, l’atmosfera seducente del confine. Dall’altro, ciò che ancora deve venire, un nuovo capitolo da scrivere oltre la soglia di quel ritorno inevitabile.